Vernici naturali

Avete mai preso in mano pittura e pennello per riverniciare le vostre pareti di casa? Avete in programma di ricolorare la stanza del vostro nuovo bambino? O semplicemente volete rimbiancare tutte le pareti del vostro ufficio? Ma sapete esattamente cosa state utilizzando? Forse molti di noi non ne sono a conoscenza ma le vernici sono uno dei prodotti più inquinanti che ci offre il mercato.

Chi non ha mai riverniciato almeno una parete di casa o un vecchio mobile della nonna in legno? Sicuramente una scelta economica e che, nella maggior parte dei casi, può trasformarsi in un’attività estremamente gratificante e divertente. Ma quali prodotti è opportuno utilizzare per verniciare una qualsiasi parte delle nostre case? Le vernici in commercio sono veramente così dannose per l’ambiente e possono nuocere anche alla nostra salute? Vediamo di capire esattamente la situazione in modo da poter scegliere consapevolmente cosa portiamo dentro le nostre case.

 

 

Tanta vernice, tanto inquinamento

 

Che le vernici “tradizionali” siano un prodotto estremamente inquinante è un dato di fatto incontrovertibile. Molti, però, non sanno che i composti chimici tossici rilasciati dalla vernice possono nuocere all’ambiente ma anche alla nostra salute. Si stima che in Italia ogni anno si smaltiscano circa un milione di tonnellate di vernici e prodotti correlati. In media un appartamento di 100mq ha una superficie di pareti di circa 300mq e, calcolando che il consumo di vernice è di 0,3 litri al mq per mano e che, sempre in media, si rimbianca ogni 5 anni, il consumo procapite in 50 anni è di 1000 litri di vernice. L’impatto ambientale di questo consumo è devastante: per ogni chilogrammo di vernice si producono, infatti, 100kg di rifiuti speciali!! Meglio non considerare, inoltre, come la maggior parte di questi rifiuti vengono smaltiti: quanti di voi hanno visto operai buttare semplicemente nei lavandini o nei wc la vernice avanzata?

 

Anche la salute è a rischio

Ma i problemi legati alle vernici “tradizionali” non si fermano all’inquinamento ambientale. I composti chimici di cui sono fatte le vernici, infatti, rilasciano nel tempo sostanze tossiche che inevitabilmente finiscono per essere assorbite da chi vive gli ambienti in cui sono state utilizzate. Ma cosa c’è di così dannoso nelle vernici e come vengono assorbite queste sostanze tossiche? Innanzitutto dobbiamo fare una distinzione tra le basi e i pigmenti che vengono utilizzati per creare i colori che desideriamo nelle nostre case.
Le basi sono quasi sempre composte da solventi molto tossici per il sistema nervoso centrale. Tra i più utilizzati ricordiamo:

ACETATO DI ETILE -> solvente per la preparazione di vernici a rapida essiccazione, impregnanti, lucidanti, colle. Ha potere narcotico ed effetto irritante in elevate concentrazioni.
ACETONE -> per la preparazione di vernici alla nitro e colle. Può eccitare le mucose ed agire come narcotico.
ALCOLI (etilico, isopropilico, metilico) -> possono provocare dolori al capo, irritazioni cutanee, delle mucose e delle vie respiratorie, agiscono sul cervello e sui centri nervosi.
BENZOLO -> il più pericoloso dei solventi, può essere contenuto negli svernicianti, in certe colle. Lo si trova nel toluolo, nell’etere di petrolio e in alcuni distillati di benzina. Può causare gravi irritazioni delle mucose con inalazioni prolungate, si possono verificare cambiamenti nella composizione sanguigna, leucemia, danni al fegato, ai reni e alla milza.
BUTANOLO -> prodotto che viene usato per migliorare la lucentezza e la scorribilità delle vernici.
CLOROFORMIO -> si usa nella preparazione degli svernicianti. Ha un elevato potere narcotico e a dosi elevate può provocare paralisi cerebrale, respiratoria e cardiaca; viene considerato cancerogeno, danneggia il fegato e i reni, provoca infiammazioni cutanee.
DICLOROMETANO -> trova impiego in miscele di solventi per vernici, lacche, svernicianti. Può agire sui centri nervosi in modo simile al cloroformio, anche se più debolmente.
IDROCARBURI CLORURATI -> in questo gruppo fanno parte altri prodotti impiegati come solventi: il metanolo, il metiletilchetone, il metilisobutilchetone. Possono danneggiare il sistema nervoso, inquinano l’aria e possono passare nei cibi. Sono dannosi per il fegato, i reni e i polmoni.
TETRACLORURO DI CARBONIO -> solvente nella preparazione di resine e vernici, ha effetti simili a quelli degli idrocarburi clorurati, ma più intensi. E’ stata provata la sua azione cancerogena e risulta molto pericoloso per l’ambiente.
TOLUOLO -> è uno dei solventi, insieme allo xilolo, più usati per la preparazione di resine, lacche alla nitro, diluenti, coloranti. I suoi vapori sono dannosi per il sistema nervoso centrale e possono provocare mal di testa, debolezza, disturbi motori, vertigini, danni al fegato e ai reni. E’ sospettato di essere cancerogeno.
TREMENTINE SINTETICHE -> presenti in quasi tutte le vernici, le resine sintetiche, i lucidanti, esse contengono principalmente benzina da laboratorio, xilolo e tuluolo. Vengono ritenute talmente pericolose per la salute dell’uomo che i produttori di colori e vernici naturali si premurano di dichiarare esplicitamente l’assenza di questo composto dai loro prodotti. La respirazione prolungata dei suoi vapori causa irritazione, dolori al ventre, nausea, eccitabilità, svenimenti. Ne è stata provata l’azione cancerogena.
TRIELINA -> usata in miscele di solventi, svernicianti, vernici, può agire come allucinogeno o narcotico. E’ stata inoltre verificata la sua responsabilità nell’insorgenza di alcune forme di cancro e nel causare danni genetici.

I pigmenti, invece, abbondano dei temutissimi metalli pesanti:

BIANCO DI PIOMBO -> di cui cito: “La contaminazione da piombo costa agli USA circa 50 milioni di dollari annui, e provoca danni alla salute in 37 milioni di abitazioni statunitensi”; fonte: Mount Sinai School of Medicine di New York;
GIALLO E ROSSO DI CADMIO -> con effetti tossici sembra sulle capacità di apprendimento dei bambini;fonte: Scientific American;
CROMO -> pericoloso elemento con elevati livelli di tossicità, soprattutto per gli addetti alla sua lavorazione;
MERCURIO -> che si disperde nell’ambiente per volatilità e presente, per opera dell’attività antropica, in misura del 10–15% in più del dovuto a causa del suo utilizzo nell’industria delle vernici e della carta (come antimuffa) e nell’industria della plastica per produrre poliuretani e cloruro di vinile, fonte: OMS
ARSENICO
TITANIO ->
seppure possieda delle ottime proprietà disinfettanti, presenta, per determinate concentrazioni, livelli di tossicità preoccupanti per le vie respiratorie.

Per completare questo “elenco dell’orrore” citiamo sinteticamente alcune sostanze riconosciute cancerogene dal Ministero della Salute (rischio R-45 e R-49) usate comunemente nella produzione delle vernici:

• Amminoazobenzene (colorante per solventi e cere)
• Nitrobenzene ( per le aniline, solvente per cere, resine e oli)
• Clorometiletere (coalescente per alcune resine)
• Diamminodifenilmetano ( agente induritore del gruppo epossidico)
• Dibromoetano ( usato nella preparazione di impermeabilizzanti)
• Dicloroetano ( per il cloruro di vinile, base delle resine viniliche)
• Dietilsolfato ( per la produzione di alcool etilico)
• Epicloridrina ( per resine epossidiche)
• Esaclorobenzene ( funghicida del legno)
• Esametilfosforo Triammide ( additivo per resine poliviniliche e stabilizzatore del polistirene)
• Etilene Ossido (per la produzione di glicole etilenico, molto usato nelle pitture acriliche e viniliche)
• Nitropropano ( usato nelle vernici e particolarmente nei rivestimenti vinilici ed epossidici)
• Propilene Ossido (intermedio nella produzione di glicole propilenico, quello definito “non tossico” ed utilizzato nelle pitture acriliche a 0 VOC.

 

Vernici ecologiche

Fortunatamente anche in questo campo il mercato ha fatto passi da gigante e propone ormai una serie quasi infinita di prodotti completamente ecologici e assolutamente privi di rischio per la salute. Le vernici ecologiche, infatti, sono realizzate con materie prime totalmente vegetali o minerali, sono completamente esenti da derivati petrolchimici, resine acriliche, viniliche e alchidiche. Tutti i prodotti di questo tipo non contengono sostanze tossiche e, in alcuni casi, non contengono neanche quei prodotti non ritenuti tossici dalla legge ma in dubbio per la salute. In generale le vernici biologiche sono pitture a basso impatto ambientale, realizzate con ingredienti naturali, sicure per chi le produce, per chi le utilizza e per chi abita in casa. Sono presenti in una vasta gamma di colori e sfumature non affatto inferiore a quella delle “sorellastre” chimiche. Inoltre questo tipo di prodotto presenta notevoli vantaggi:

RESA -> spesso superiore a quella delle pitture tradizionali
INODORI -> possono essere addirittura applicate con le finestre chiuse e consentono di soggiornare nei locali dopo poche ore dalla verniciatura
ECO -> la mancanza di sostanze volatili nocive e irritanti le rende particolarmente adatte per gli usi nelle stanze dei bambini, dei soggetti allergici, asmatici e sensibili agli agenti chimici
TRASPIRAZIONE -> favoriscono la naturale traspirazione del materiale trattato. In questo modo le mura possono fungere da filtro per lo scambio di umidità con l’esterno.
BONIFICA -> alcune di queste vernici hanno addirittura la capacità di attrarre le polveri sottili presenti nella casa e, quindi, di bonificare l’aria delle stanze

Per concludere ci permettiamo di darvi solo un consiglio: controllate bene i prodotti che utilizzate nelle vostre case perché circondarci di un ambiente sano non farà che migliorare la nostra qualità di vita.

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