Le bambole di stoffa

Forse i più nostalgici ricorderanno i tempi in cui le bambole erano esclusivamente fatte a mano, con materiali recuperati, imbottite di vera lana e senza orpelli in plastica luccicante o effetti speciali estranianti (quante volte avreste voluto lanciare una di quelle bambole che ripete sempre la stessa frase o la stessa musichetta in maniera ossessiva?). Siamo veramente diventati succubi di una produzione seriale in plastica? No. Le alternative ci sono e anche molto belle.

Non tutti sono a conoscenza dell’esistenza di un mondo parallelo alle stucchevoli principesse Disney, alle fin troppo provocatorie Winx o alle plasticose Barbie. Probabilmente non dobbiamo troppo farcene una colpa. Il mondo del giocattolo oggi utilizza tutti gli strumenti e i trucchi del Marketing più brutale per accaparrarsi i favori di bambini e bambine. I nostri figli sono bombardati 24h da messaggi più o meno velati su cosa sia il bello (per non dire il “fico”) e su cosa chiedere a mamma e papà per il prossimo compleanno. Fortunatamente, però, i bambini mantengono inviolato un potere che non può essere corrotto in nessun modo: la capacità di innamorarsi ed emozionarsi davanti a qualsiasi cosa. Basta proporgli gli strumenti più giusti.

Un po’ di storia

L’archeologia ha dimostrato ormai inconfutabilmente che le bambole rappresentano il giocattolo più antico della storia dell’umanità. Bambole realizzate in diversi materiali, dal legno alla terracotta, dall’argilla alla cera, all’osso e all’avorio, sono state ritrovate nelle culture egizie (datate circa al 2000 a.c.), greche, romane, etrusche… Le bambine romane, inoltre, potevano scegliere tra bambole con espressioni diverse: visi sorridenti o piagnucolanti esattamente come le bambole moderne.
Nel Medioevo viene introdotta la stoffa come materiale da affiancare al legno e alla cera. Questo, purtroppo, ha fatto si che esemplari di questo periodo non siano giunti fino a noi. I documenti storici dell’epoca, però, ne testimoniano la presenza nelle fiere delle maggiori città d’Europa.
L’800 si apre con una grandissima novità nel campo della realizzazione delle bambole: per la prima volta, infatti, il processo industriale viene utilizzato in questo settore introducendo nuovi materiali quali la porcellana lucida per realizzare le teste.
Le bambole interamente confezionate in stoffa ritornarono di moda nel Novecento grazie soprattutto alla Lenci, un’azienda italiana che produsse bambole molto pregiate: le cosiddette Bambole di pannolenci.
L’avvento dell’era della plastica ha per un periodo messo da parte le bambole realizzate in stoffa a favore di quelle lucide, snodabili, indistruttibili realizzate con i polimeri. Oggi, però, fortunatamente, questo prodotto ha ripreso fortemente piede grazie soprattutto alle produzioni che utilizzano materiali naturali ed ecologici. Le bambole in stoffa, infatti, sono oggi considerate le migliori per bambini e neonati grazie alla sicurezza dei materiali e alla morbidezza.

Le bambole Waldorf

Le bambole Waldorf sono una categoria di bambole realizzate in stoffa che presentano delle caratteristiche particolari che si rifanno al contesto pedagogico della filosofia steineriana: le bambole Waldorf, ad esempio, hanno i tratti del viso poco definiti. Questa caratteristica fondamentale serve a lasciare spazio all’immaginazione del bambino e a svincolarlo da pre-definizioni. Quando un bambino gioca con una di queste bambole, infatti, può immaginare lo stato d’animo della bambola, associando un volto allegro se lui è allegro o triste se è lui ad essere triste. Può immaginare il colore degli occhi, la forma del naso o delle labbra. Queste possibilità, nella pedagogia Waldorf, sono utili a trasformare un giocattolo in uno strumento per facilitare il dialogo del bambino con se stesso.

Altra caratteristica molto peculiare è la conformazione del corpo della bambola che varia a seconda dell’età del bambino. La bambola Waldorf per i primi mesi di vita, infatti, ha un corpo appena abbozzato e i lineamenti ancora più sfumati. Con il passare degli anni le bambole crescono insieme al bambino. In quelle pensate per i più grandi, infatti, prendono forma le braccia e le gambe. In questo modo la bambola riproduce lo sviluppo del bambino stesso.

Come sceglierle

Come detto precedentemente la prima variabile nella scelta di una bambola Waldorf è l’età del bambino. Più il bambino e grande più la bambola dovrebbe rappresentarlo. Sotto l’aspetto dei materiali le Bambole Waldorf non dovrebbero presentare nessun tipo di problema: l’imbottitura deve essere sempre 100% lana mentre l’esterno dovrebbe essere realizzato in 100% cotone. La scelta di questi materiali non è casuale. La lana infatti si scalda a contatto con il corpo del bambino e mantiene il calore donando “vita” alla bambola. Il cotone esterno, invece, è anallergico e anche i coloranti utilizzati dovrebbero essere sempre di origine naturale.
Le bambole Waldorf, inoltre,  sono sempre realizzate a mano. Questo le rende un prodotto pregiato, unico e di grande qualità.

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