La lana e le sue proprietà

Il freddo, anche se le temperature degli ultimi giorni stentano a dimostrarlo, è ormai alle porte. E in questo mondo di golfini, maglioni e canottiere che escono dagli armadi e dagli scatoloni per riscaldarci nuovamente per tutta la stagione fredda, la lana sarà sicuramente la regina dei tessuti. Perchè a dispetto di quello che sta succedendo nelle ultime ore, una cosa è certa e inevitabile: “L’inverno sta arrivando” (cit. ;)).

In questo articolo esploreremo il mondo della lana con tutte le sue varianti e particolarità: storia, tipologie, proprietà e certificazioni biologiche presenti sul mercato. Nel nostro shop, nelle categorie abbigliamento bambini – intimo bambini e abbigliamento adulti – intimo adulti troverete una gran quantità di prodotti in lana, lana e seta, lana cotta.

La lana nella storia: dal paleolitico ai nostri giorni

La lana è sicuramente la fibra più antica e quella utilizzata da più tempo. L’uomo del paleolitico, pur non conoscendo le tecniche per ricavare dalla lana i filati da tessere, si serviva delle pelli, con annesse pellicce, per scaldarsi dal rigore del clima. Già nel 4000 a.C., presso la civiltà Babilonese, troviamo, invece, i primi esempi di lana filata ricavata da ovini allevati. Nel corso dei secoli a seguire la lana si trasformò da bene prodotto per se stessi a merce di scambio commerciale anche molto richiesta e di valore. Tra i Romani e i Greci, la lana divenne addirittura un tratto distintivo tra gli acculturati popoli occidentali, che indossavano abiti confezionati in lana, e le popolazioni barbare che, invece, utilizzavano ancora le pellicce. Nel Medioevo assistiamo ad un fiorire del mercato della lana con il nascere di una vera e propria corporazione dell’Arte della Lana a cui i maggiori lanaioli di ogni paese si iscrivevano. Allevamenti di tipologie particolari di lana iniziarono a svilupparsi in tutta Europa con grande richiesta di lane pregiate provenienti da determinate zone del continente. L’inizio dell’attuale sistema produttivo e commerciale della lana si ebbe con l’invenzione e il diffondersi dei primi telai meccanici. La riduzione della monodopera necessaria alla produzione portò, nella prima metà dell’Ottocento, a dure forme di rivolta (in particolare il luddismo in Inghilterra). Oggi la produzione della lana è diffusa in moltissimi paesi in tutto il pianeta e l’invasione dei prodotti cinesi a bassocosto sta portando una lenta ma costante perdita di quote di mercato nei produttori europei.

 

I tipi di lana

Oggi sul mercato, oltre alla classica lana prodotta a partire dalle pecore comuni, sono presenti una grande varietà di tipologie di lana ricavate da animali molto differenti.

– Pecora merino: razza definita dopo una selezione secolare in Spagna e attualmente allevata in maniera estensiva in Australia, Nuova Zelanda, Germania, Islanda, Sud America. Produce una lana molto fine e pregiata.

– Pecore indigene: allevate per la durevolezza del pelo. Produce una lana utilizzata per la confezione di materassi e tappeti.

– Capra d’Angora: allevata in Turchia, SudAfrica, Stati Uniti. Produce la lana mohair.

– Capra del Cachemire: originaria del Tibet e oggi diffusa anche in India, Cina, Iran e Afghanistan. Produce una lana molto pregiata e morbida.

– Alpaca: una razza di Lama delle Ande da cui si realizza l’omonima lana.

– Vigogna: altro tipo di lama delle Ande.

– Cammello: produce una lana estremamente pregiata.

– Coniglio: produce la lana Angora.

 

Proprietà della lana

La lana è una fibra calda al tatto e dotata di alta termocoibenza. Quest’ultima caratteristica determina che gli indumenti tessuti con la lana risultino più spessi con un conseguente trattenimento di una maggiore quantità di aria. Il tessuto di lana, quindi, non solo isola dal freddo ma anche dal caldo; alcune popolazioni africane la usano di giorno per ripararsi dal caldo e la sera dal freddo. La lana ha anche la capacità di assorbire l’umidità corporea e di espellerla all’esterno mantenendo costante la temperatura. Un’altra caratteristica molto particolare di questo filato è la sua resistenza naturale alle muffe in quanto fibra proteica. La lana, inoltre: non produce scariche elettrostatiche proprie dei tessuti sintetici, che possono accelerare i battiti cardiaci; è una fibra ecocompatibile e sostenibile dall’ambiente, perchè non richiede fonti energetiche per la sua produzione, inoltre rientra nel ciclo naturale di decomposizione; è riciclabile, perché sia come materia prima (a fiocchi nei materassi) che come manufatto può essere lavata disfatta e riutilizzata; e infine, secondo recenti ricerche, è un purificatore dell’aria, per questo la lana è usata come isolante termico nell’edilizia; è infatti in grado di neutralizzare sostanze chimiche tossiche, come la formaldeide e altre sostanze usate nel trattamento del legno, e perfino sostanze presenti nel fumo di sigaretta e nelle sterilizzazioni ospedaliere.

 

Lana biologica. Perchè? Quali certificazioni?

La lana biologica proviene da allevamenti in cui vengono rispettate le condizioni di vita degli animali garantendo uno standard di qualità e di tranquillità di vita. In questi allevamenti si pone grande attenzione ai pascoli in cui gli animali vivono liberamente e in cui non si utlizzano sostanze nocive come disserbanti e fertilizzanti chimici. In alcuni casi gli animali vengono persino curati con omeopatia e fitoterapia. Non vengono utilizzati antiparassitari e gli animali non subiscono torture, maltrattamenti e pratiche dolorose e mutilanti come il famoso mulesing o castrazioni o tosature meccaniche che spesso provocano ferite e lacerazioni. Le maggiori certificazioni e marchi che sono presenti sul mercato nascono da associazioni private di produttori che, riuniti in consorzi, hanno stabilito dei criteri di controllo sulla produzione e sull’allevamento. Tra i maggiorni troviamo:

GOTS -> Questo standard certifica la produzione, confezione, etichettatura, importazione e distribuzione dei prodotti tessili ottenuti con fibre prodotte e certificate come biologiche e per il rilascio vengono considerate anche la composizione dei capi, la tracciabilità, la sicurezza, la riduzione dell’impatto ambientale e il rispetto dei diritti dei lavoratori

NATURTEXTIL IVN e IVN BEST -> ancora più restrittive della certificazione GOTS fissa al 100% la presenza di fibre naturali nei prodotti tessili. Prevede anche rigorose norme sulle colorazioni, eventuali composti chimici utilizzati, decorazioni e accessori.

KBT -> certificazione di allevamento biologico

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