Giocattoli un po’ rétro

Molti di noi li conoscono per averli ricevuti da bambini da parte di genitori e nonni. Altri li amano per il loro stile un po’ rétro e vintage. Altri ancora li collezionano con passione. Oggi i giocattoli in latta, spesso rivisitazione di quelli originali, sono tornati prepotentemente sul mercato.

Sarà per il loro gusto vissuto, sarà per la loro innata anima pre plastica, sarà perché sono belli anche solo da osservare… Oggi, qualsiasi sia il vero motivo, i giocattoli in latta si stanno velocemente facendo strada nel mercato e, finalmente, si possono trovare ed acquistare senza fare follie. Quello che fino a poco tempo fa, infatti, era una costosa passione di pochi collezionisti sta diventando una possibilità alla portata di tutti: i giocattoli in latta stanno riacquistando la loro vocazione “popolare”.

Un po’ di storia…

Come raccontato in un precedente articolo, la produzione di giocattoli è sempre stata, fin dall’antichità, un’attività artigianale. I materiali utilizzati erano principalmente il legno, la stoffa, l’avorio, la porcellana… Tutti materiali che, uniti al minuzioso lavoro di realizzazione, facevano dei giocattoli un prodotto destinato principalmente alle famiglie che possedevano una certa disponibilità economica. Con l’avvento dell’era industriale, però, le cose iniziarono a mutare rapidamente. La produzione in serie invase il mondo dei giocattoli. Gia nel 1830 in America iniziarono ad aprire le prime fabbriche di giocattoli in latta.  Ma solo attorno al 1913, in Germania scoppiò la vera e propria produzione su larga scala. I moltissimi e famosi marchi tedeschi offrivano un vastissimo catalogo da cui scegliere: macchinine, aereoplanini, soldatini, carri armati, giostre e giostrine… La qualità non era eccelsa ma la dovizia di particolari portò la Germania a diventare il primo produttore al mondo di giocattoli in latta.
Nello stesso periodo anche in Francia le industrie iniziarono a cimentarsi con la produzione in serie di questi prodotti. La produzione francese era caratterizzata da un’ottima qualità dei prodotti unità ad una grande maestria manuale e tecnica. Purtroppo proprio i suoi punti di forza ne frenarono l’espansione: i prodotti erano si bellissimi e di orrida fattura ma i prezzi ne risentivano notevolmente rispetto a quelli tedeschi. Per cercare di aiutare una così importante filiera dell’industria nazionale il governo francese istitui fiere, mostre, concorsi e una capillare campagna di sensibilizzazione verso questi prodotti.
Anche in Italia, dopo la prima guerra mondiale, nacquero le prime aziende di produzione di giocattoli in latta. Favorite dal clima politico che inneggiava al prodotto nazionale queste industrie fiorirono per alcuni anni fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Negli anni ’60, infine, il mercato dei giocattoli in latta morì rapidamente lasciando il posto alla produzione dei giocattoli in plastica.

Tecnicamente…

I primi giocattoli in latta venivano prodotti utilizzando latta cromolitografata che veniva fatta colare in stampi dando vita a tutti quei modellini che bene o male conosciamo. Questo materiale veniva usato principalmente per la facilità di lavorazione e per l’estrema economicità. Ad ogni modellino, in una seconda fase, venivano aggiunti a mano dei piccoli dettagli, il colore di fondo e il disegno dei particolari più piccoli. Questa particolarità produttiva rende unico ogni modellino donando un grande valore economico ai modellini originali. I giocattoli di latta, inoltre, differiscono anche per caratteristiche insite nel processo produttivo. Spesso, infatti, è possibile vedere il punto di giunzione delle due parti dello stampo utilizzato per dare vita al modellino; altri presentano piccole sbavature di metallo che finiscono per rendere unico ogni pezzo.

Oggi…

Oggi la produzione di giocattoli in latta ha raggiunto la piena maturità industriale. Il processo, infatti, nella maggior parte dei casi, è totalmente automatizzato: l’intervento dell’uomo è il più delle volte limitato all’assemblaggio meccanico dei diversi componenti. La precisione dello stampaggio industriale, inoltre, ha eliminato quell’unicità dovuta all’errore o alla casualità. Fortunatamente, però, esiste anche per questo tipo di prodotto un mercato parallelo alla grande distribuzione che si rifornisce da piccole realtà industriali che ancora ritengono l’intervento diretto dell’uomo (e del caso) una caratteristica fondamentale per dare vita e calore a questi prodotti centenari che ancora oggi attirano bambini di ogni età, dai pochi mesi a oltre 90 anni.

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