Il commercio equo e solidale

Ormai l’utilizzo della definizione “Commercio Equo e Solidale” è talmente in uso che quasi non ci facciamo più caso. Sopratutto nel campo alimentare, infatti, i prodotti Fair Trade sono reperibili nei supermercati delle grandi catene e spesso anche i marchi più famosi realizzano questo o quel prodotto utilizzando materie prime del mercato equo e solidale. Ma cosa caratterizza veramente questo tipo di produzione? Quali sono gli standard a cui deve sottostare un prodotto per ricevere la definizione Fair Trade?
Fair Trade in breve…e un po di storia

Una delle maggiori organizzazioni italiane di Commercio Equo e Solidale definisce il Fair Trade come “una partnership economica basata sul dialogo, la trasparenza e il rispetto, che mira ad una maggiore equità tra Nord e Sud del mondo attraverso il commercio internazionale. Il Fair Trade contribuisce ad uno sviluppo sostenibile complessivo attraverso l’offerta di migliori condizioni economiche e assicurando i diritti per produttori marginalizzati dal mercato e dei lavoratori, specialmente nel Sud del mondo”

Questa definizione è probabilmente la miglior sintesi del concetto filosofico che muove il mercato Fair Trade. Dal punto di vista organizzativo invece, questo micromondo, è composto da una galassia di organizzazioni indipendenti (FTOs – Fair Trade Organizations) raccolte all’interno della WFTO (WorldFairTradeOrganization). La WFTO, la federazione mondiale del commercio equo e solidale, definisce gli standard, ovvero i criteri generali a cui le singole associazioni sono vincolate, e un codice di condotta condiviso per verificare il corretto operato e la trasparenza degli associati alla federazione.

WFTO – Criteri per le organizzazioni Fair Trade

Tutte le FTO aderenti al WFTO sono tenute a rispettare i seguenti criteri standard così come approvato al WFTO Annual General Meeting svoltosi a Quito in Ecuador nel maggio del 2005. Riportiamo di seguito estratti dei 10 criteri sopracitati, per approfondire leggete qui.

  1. CREAZIONE DI OPPORTUNITÀ PER PRODUTTORI ECONOMICAMENTE SVANTAGGIATI
    Lo scopo principale delle FTO: ridurre la povertà creando nuove forme di commercio che garantiscano ai produttori supporto e una retribuzione adeguata.
  2. TRASPARENZA E RESPONSABILITÀ
    Ogni FTO deve garantire la massima trasparenza della gestione e nelle relazioni con i propri partner cercando di coinvolgere massimamente i lavoratori nei processi decisionali.
  3. SVILUPPO DELLE CAPACITÀ E FORMAZIONE
    Ogni FTO si deve impegnare attivamente per sviluppare le abilità dei produttori fornendo l’adeguato supporto ed organizzando corsi di formazione professionale.
  4. PROMOZIONE DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE
    Ogni FTO deve occuparsi di sensibilizzare l’opinione pubblica sugli obiettivi del Commercio Equo e Solidale attraverso una pubblicità ed un marketing trasparenti ed onesti.
  5. PREZZO EQUO E PRE-FINANZIAMENTO
    Viene considerato un prezzo equo quello concordato tra le parti attraverso uno scambio alla pari e che garantisca una retribuzione equa e una sostenibilità sul mercato. I compratori Fair Trade, inoltre, si impegnano ad un pronto pagamento e quando sia possibile ad un pre-finanziamento.
  6. PARI OPPORTUNITÀ
    Ogni FTO garantisce a uomini e donne le stesse opportunità di sviluppare capacità e impresa. Le donne lavoratrici sono inoltre incoraggiate attraverso  corsi di formazione ad assumere ruoli dirigenziali.
  7. DIRITTI DEI LAVORATORI
    È di fondamentale importanza per ogni FTO garantire luoghi di lavoro sicuri e salutari per i produttori, rispettando orari di lavoro in linea con ILO (organizzazione internazionale del lavoro).
  8. DIRITTI DEI BAMBINI
    Ogni FTO e i suoi membri rispettano la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini. Se fosse presente la partecipazione dei bambini nei processi di produzione degli articoli del commercio equo e solidale, questa non deve avere effetti contrastanti con il loro benessere, la loro sicurezza, la loro educazione e il loro desiderio di gioco
  9. RISPETTO PER L’AMBIENTE
    Ogni FTO massimizza l’uso delle materie prime derivanti da fonti sostenibili, possibilmente acquisendole localmente.
  10. RELAZIONI COMMERCIALI (CRITERIO APPROVATO ALL’IFAT ANNUAL GENERAL MEETING DI PARIGI, 2006)
    Ogni FTO commercia con rispetto per il benessere sociale, economico ed ambientale dei piccoli produttori marginalizzati e non mira a massimizzare il profitto a scapito loro.
Perché quindi non comprerei Fare Trade?

equo solidale

Visti i presupposti sembra ovvio che comprare i prodotti Fair Trade sia la scelta migliore per tutti. Eppure c’è ancora una diffusa diffidenza verso questo tipo di commercio. Molti non conoscono esattamente funzionamento e principi che lo regola (e speriamo che questo breve articolo possa aver fatto un po di luce) altri semplicemente non credono che i vantaggi promessi ai piccoli produttori locali siano effettivamente dispensati. A chi a dubbi sull’effettivo funzionamento di questo sistema non possiamo che riportare la nostra esperienza e il nostro “contatto” con questa realtà. Il mondo del Fair Trade è un universo vastissimo, con infinite galassie formate da associazioni piccole e grandi e sistemi di relazioni complessi e interconnessi. Sicuramente in un macchinario così vasto può trovarsi un ingranaggio difettoso o rotto, ma la maggior parte delle persone che lavorano in questo microcosmo lo fanno con passione e dedizione, spesso come volontari per semplice impegno sociale. È difficile immaginare che in un sistema-mercato in cui l’obiettivo primario e imprescindibile è il profitto anche a discapito della vita dei lavoratori (e a volte dei consumatori) possa esistere un mondo parallelo che fa dell’equità e della solidarietà i suoi cardini fondamentali. Sembra una bellissima utopia. Eppure è così e spetta a tutti noi cercare di difendere questa realtà, darle forza e sensibilizzare altri verso questi temi.

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