Albero vero o finto?

Ci risiamo…Come tutti gli anni si avvicina il Natale e si ripropone la fatidica domanda: Meglio un albero vero con i profumi e il calore della natura o meglio un albero finto in plastica e senza vita? Messa così la risposta sembrerebbe ovvia ma le variabili da considerare sono molteplici.

L’Albero di Natale! Finalmente arriva il momento di tirare fuori da armadi, cantine e soffitte le decorazioni, le palle e le luci che tanta gioia danno ai nostri bambini. E allora armatevi di pazienza: decorazioni tutte oro o multicolore? Luci fisse o ad intermittenza? Angioletti, pupazzetti, uccellini e chi più ne ha più ne metta. Ma l’albero?

Nascita di una tradizione

Tutti, o quasi tutti, abbiamo decorato almeno una volta un albero di Natale. La decorazione dell’albero, infatti, è una tradizione che ci tramandiamo da generazione in generazione da centinaia di anni. Ma come e dove nasce esattamente questo “rito” è una cosa che probabilmente molti di noi ignorano (io per primo prima di scrivere questo post ndr). Si narra che il primo albero di Natale così come lo conosciamo oggi sia nato a Tallin in Estonia nel 1441. In quell’anno, infatti, nella città baltica fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio attorno al quale i giovani e le giovani scapole ballavano insieme alla ricerca di un’anima gemella. La stessa usanza fu più tardi ripresa in Germania: una cronaca di Brema del 1570 racconta di un albero che veniva decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. In realtà sono diverse le città che si proclamano genitrici di questa usanza: a Riga (Lettonia) esiste una targa scritta in 8 lingue secondo la quale il primo “Albero di Capodanno” fu addobbato nel 1510; a Strasburgo una cronaca datata 1605 annota “Per Natale i cittadini si portano in casa degli abeti, li mettono nelle stanze, li ornano con rose di carta di vari colori, mele, zucchero, oggetti di similoro”.

 

Alberi artificiali

Gli alberi di Natale artificiali hanno anch’essi una lunga storia. Inizialmente erano realizzati in carta, cartone e legno dalle persone meno abbienti. La plastica entrerà solo successivamente nel processo produttivo. I primi alberi artificiali commerciali furono realizzati a partire dalla seconda metà del 1800 come conseguenza dei primi disastri ambientali successivi alla commercializzazione degli alberi recisi. In particolare, i naturali recisi, furono commercializzati a partire dal 1851 a New York. Questa pratica portò presto ad un disboscamento delle foreste circostanti la città americana tanto che il presidente dell’epoca Theodore Roosevelt si rifiutò di decorare la Casa Bianca con alberi di Natale. Nel 1880 in Germania iniziò la prima produzione di alberi artificiali che, oltre al vantaggio ambientale, erano più resistenti al peso degli addobbi.

 

Cosa scegliere

Come abbiamo detto la scelta non è così scontata come potrebbe apparire in un primo momento. Come per ogni cosa esistono diverse teorie, diversi dati e  diverse conclusioni. Da una parte i detrattori degli alberi sintetici argomentano la loro posizione con dati relativi all’impatto ambientale della produzione della plastica necessaria a produrre gli alberi, dall’altra molti aborrono l’idea di “torturare” per un mese un essere vivente tenendolo in un ambiente estremamente alieno al suo ambiente naturale (temperatura, umidità, illuminazione, etc). A nostro modesto parere entrambe le fazioni hanno le loro ragioni. Gli alberi sintetici, in effetti, sono interamente o quasi realizzati in plastica (PVC, PET, etc) la cui produzione incide non poco sull’ambiente. Secondo Coldiretti la produzione dei cinque milioni di alberi di plastica, per lo più cinesi, venduti ogni anno in italia emetterà gli stessi gas inquinanti di sei milioni di chilometri percorsi in auto. Inoltre molti di questi alberi saranno buttati alla fine del periodo natalizio con evidenti problemi di smaltimento.
D’altra parte la teoria secondo cui gli alberi naturali una volta finite le feste possono essere ripiantati in terra fa acqua da tutte le parti. L’Abete rosso, infatti, è un albero spontaneo solo sull’arco alpino e in alcune “isole” dell’Appennino Tosco Emiliano. Secondo il Pefc piantarli in boschi dove è già presente l’abete potrebbe creare problemi di inquinamento genetico mentre piantarli li dove non cresce naturalmente creerebbe un’intrusione botanica negativa per l’ecosistema. Quindi? Unica soluzione sembrerebbe piantarli in giardino (per chi è fortunato).  Ma anche questa ipotesi viene sconsigliata dal Pefc in quanto “l’abete è una specie ad apparato radicale molto superficiale, quindi che prima o poi cadrà!”. In altre parole la scelta “ecologica” dell’albero naturale porta solo in un’unica direzione: la morte dell’albero.

 

…e se la soluzione fosse la creatività?

Questa potrebbe essere la vera risposta al quesito natalizio: Albero vero o finto? Nessuno dei due! Il web, infatti, è pieno di idee creative e originali per realizzare splendidi alberi di Natale utilizzando esclusivamente materiali di riciclo: legnetti, bottiglie vuote, pallet…persino una semplice scala. E allora perchè non cimentarsi nella realizzazione di un albero veramente ecologico e rispettoso sia dell’ambiente che della vita di una povera pianta?

Detto questo a voi la scelta. Comprerete un albero naturale, uno artificiale o lo realizzerete da voi?

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